un anno della nostra storia, ricostruito tra "fumi" di documentati ricordi, a futura memoria. L'Archivio della memoria non deve estinguersi con la vita di chi lo possiede. Le generazioni che cedono il passo hanno il dovere di conservare e trasmettere traccia del loro vissuto
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sabato 6 luglio 2013
martedì 2 luglio 2013
lunedì 1 luglio 2013
Cinque mucche uccise dalla musica jazz
lunedì 24 giugno 2013
rivista - FAMIGLIA CRISTIANA (rubrica: Cinema)
a cura del Centro Cattolico Cinematografico (9 giugno 1963)
domenica 23 giugno 2013
Le Vacanze degli italiani
Dal punto di vista religioso rappresentano un vero pericolo per sei milioni di persone
"Se andremo avanti di questo passo
[...] dovremo mettere le ruote sotto le chiese per seguire i nostri
fedeli che vanno a spasso per la maggior parte dell'anno!"
Una delle novità più sorprendenti di
questo dopoguerra in Italia è l'abitudine ormai diffusa del
week-end, cioè del "fine settimana" passato fuori città.
Con la "settimana corta" moltissimi impiegati e operai sono
liberi dal lavoro anche al sabato e, d'altra parte, nelle principali
città anche gli uffici Comunali, le banche, la Borsa, rimangono
chiusi in questo giorno, che s'avvia a diventare integralmente il
"sabato inglese", se, come sembra, anche le scuole e le
università sospenderanno le lezioni, perché i figli possano seguire
la famiglia fuori città.
Le vacanze creano grossi problemi
Ciò non avviene solo in primavera o
d'estate: nello stesso inverno la moda dello "sci" ha
contagiato schiere sempre più folte di lavoratori e, specie in alta
Italia, si sente sempre più necessario il trasferimento in zone dove
gli effetti dello smog cittadino possono essere eliminati in santa
pace.
Il 10% dei cittadini, oggi, cerca
l'evasione settimanale in campagna.
Come è già avvenuto in Svizzera, in
Francia e in Germania, questi spostamenti ormai abituali creano dei
problemi assai importanti. Da qualche mese, per esempio, anche
sulle strade italiane si vedono le indicazioni ai turisti per le
funzioni religiose nel più vicino centro abitato. Le Ferrovie
ormai sono abituate ad allungare i convogli per le zone climatiche,
al sabato e alla domenica. [...]
È vero che, per la maggior parte, solo
chi possiede la macchina o fruisce di particolari riduzioni
ferroviarie si permette tale tipo di esodo periodico. Ma oggi anche
i lavoratori non considerano più un lusso la propria utilitaria o,
in mancanza, una moto o uno scooter, oppure i grandi pullman per le
gite sempre più frequenti.
Dal punto di vista religioso, il
fenomeno rappresenta un grave pericolo per la vita parrocchiale là
dove non si è provveduto a Messe Vespertine serali e ad altre
iniziative che raccolgono i fedeli anche al di fuori del sabato e
della domenica. Ma il danno ancor più grave alla parrocchia
(specie a quelle di città) viene dalla villeggiatura, che prolunga e
moltiplica queste assenze dal centro stabile della vita comunitaria.
L'anno scorso in Italia due milioni e
mezzo di famiglie si sono recate in villeggiatura più o meno lunga.
Circa un milione e mezzo di famiglie si sono spostate al completo
con tutti i loro componenti. L'altro milione ha mandato in
villeggiatura soltanto qualcuno dei suoi componenti, quelli cioè che
avevano più bisogno di cambiar aria e di riposarsi oppure di fare
qualche cura particolare. Nel computo non numeriamo i bambini
delle colonie estive, che sono stati un milione e 150 mila,
alloggiati al mare o in montagna o in alta collina a cura di enti
pubblici e privati per un buon mese. (Di questi ragazzi e di queste
ragazze, due terzi appartengono alle regioni dell'Italia
Settentrionale e per un terzo appena al resto dell'Italia [...])
I parroci perdono il contatto coi
fedeli
Il numero complessivo delle persone che
si recano in vacanza si calcola intorno ai sei milioni o poco più:
due milioni e mezzo sono maschi, tre milioni e mezzo femmine. Si sa
che in Italia le femmine sono un milione in più dei maschi.
Ragioni di cavalleria e di assistenza ai bambini impongono che le
donne vadano e restino in villeggiatura, mentre gli uomini tornano al
lavoro.
La durata delle vacanze si protrae per
una media generale di una ventina di giorni a persona (21-22); quindi
a sei milioni di villeggianti corrisponderanno circa 130 milioni di
giornate di presenza nei luoghi di villeggiatura. Se si calcola una
spesa media di ottocento lire al giorno - tenendo conto anche delle
categorie meno abbienti di villeggianti, che sono le più numerose, e
della presenza di un rilevante numero di bambini - la spesa
complessiva sopportata nei luoghi di villeggiatura supera di poco i
cento miliardi di lire, che andrebbero così ripartiti: 40 miliardi
per le vacanze al mare; altri 40 per le vacanze sui monti e le
colline, i restanti 20 miliardi per le vacanze in località termali o
di cura, per i viaggi e crociere e per le escursioni all'estero.
I viaggi all'estero stanno diventando
sempre più frequenti, ma le persone che hanno la possibilità di
farli sono appena il 3-5 per cento di coloro che usufruiscono della
villeggiatura. Il livello delle retribuzioni in Italia è tale che,
fra le persone le quali godono di ferie retribuite, soltanto la metà
dei dirigenti e degli impiegati e soltanto un quinto dei lavoratori
dipendenti possono recarsi in vacanza fuori sede.
Dinanzi a tale stato di cose, i parroci
delle grandi città avvertono che, praticamente, le attività
dell'Azione Cattolica, degli oratori e, in genere, di tutta la vita
parrocchiale vengono sospese da giugno fino al principio
dell'ottobre. Sono 4 mesi di vacanza anche dai doveri
religiosi![...]
Il periodo delle vacanze estive
realmente rappresenta un pericolo per sei milioni di italiani. I
parroci dovranno davvero mettere le ruote sotto le loro chiese?
Aldo Scisco
sabato 23 marzo 2013
21 giugno 1963 - Giovanni Battista Montini è il 264° successore di San Pietro
[...] Il successore di Papa Roncalli è Giovanni Battista Montini, l'uomo che il pontefice scomparso aveva mostrato più volte di prediligere.
La scelta del Sacro Collegio ha corrisposto così in pieno alle aspettative del mondo cattolico e ha confermato tutte le previsioni della vigilia, sfatando una volta di più l'affermazione comune per cui "chi entra Papa in conclave ne esce cardinale".
Non solo, ma la sua elezione è risultata una delle più rapide della storia dei Pontificati. Sono bastati, infatti, sei scrutini per raccogliere la maggioranza dei due terzi tra gli ottanta cardinali (mai così numerosi!) raccolti nella Cappella Sistina.
E' stato eletto il 21 giugno, festa del Sacro Cuore di Gesù e primo giorno di estate. Due coincidenze che, unite al nome di Paolo, da lui prescelto, fanno pensare a un Pontificato dalle caratteristiche calde, aperte e ferme.[...]
Il Suo Pontificato si apre sotto gli auspici migliori per il grande fascino esercitato dal suo predecessore, Giovanni XXIII, che ha aperto grandi strade per la maggiore comprensione della universalità della Chiesa, ma i compiti che lo attendono sono ardui e tremendi. La storia degli uomini è quasi a una svolta, nella quale il nuovo Papa si dovrà muovere come uno dei più grandi protagonisti, se non addirittura il più grande.
Lui, Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano, Pontefice Massimo della Chiesa Cattolica, col nome di Paolo VI, è destinato ad essere il Papa dei tempi nuovi.
(FAMIGLIA CRISTIANA - 7 luglio 1963)
lunedì 18 marzo 2013
SERGIO ENDRIGO il cantante che piace anche alle persone serie
Sergio Endrigo, che si considera un "professionista della canzone", non è arrivato al successo "per caso", ma dopo anni di duro lavoro. - Preferisce pochi applausi sinceri agli strepitosi successi di chi segue la moda e le manie del giorno. - A 14 anni sacrificò la raccolta di francobolli per comprarsi una chitarra.
Sergio Endrigo ha un punto di vantaggio sui suoi colleghi cantautori: quello di riuscire simpatico anche a molte persone mature, oltre che ai ragazzi.
Talora viene chiamato il cantante "della periferia". "Mi riconosco nella gente di periferia, dice lui stesso. Sono di loro, provengo da quell'ambiente. Amo un mondo che s'affaccia per la prima volta alla vita, dopo aver guardato troppo a lungo quella degli altri. Personalmente, mi diverto molto di più a cantare in periferia. Penso a certe sale dall'aspetto di hangar, con due o tre mila persone che vi si accalcano. Davanti magari ci sono file di uomini maturi a braccia conserte che ti fissano negli occhi. È gente sana e che mostra interesse, e vuol davvero sentire cantare bene. Con loro non basta fare lo snob o gorgheggiare due o tre parole, ma occorre una vera composizione poetica messa in musica, che dica qualcosa, con un inizio e con una fine. Ognuno ha un suo mondo poetico. A me piace dare una voce a questa gente".
Endrigo è detto anche il cantautore "che fa oggi la canzone di domani". Non gli piacciono i luoghi comuni. Canta solo se è persuaso di un testo poetico. E così succede che una canzone venga fuori alla distanza, che sia apprezzata dal pubblico dopo che è stata ascoltata molte volte, che diventi un successo magari l'anno dopo che è stata lanciata. "Non so - egli dice - se meritiamo quel che la gente ci dà. Ma non mi sento di prenderla in giro. Intendo dar loro canzoni che sentano e capiscono, che li aiutino a dire quello che loro non riusciurebbero".
[...]
Bruno Bruni
(Famiglia Cristiana - 5 gennaio 1964)
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